Only Lovers Left Alive è un film di Jim Jarmusch del 2013 e come gran parte dei film del regista anche questo è caratterizzato da un affascinante estraniazione dal tempo e dallo spazio, pur esplicitando chiari riferimenti, attraverso località e tecnologie ben precise.

Fotogramma dal film Only Lovers Left Alive

I due protagonisti sono Adam ed Eve, l’uomo e la donna, con nomi che richiamano ai primi esseri umani citati nella Bibbia (in italiano Adamo ed Eva), ma con una peculiarità certamente non citata all’interno del libro sacro cristiano: i due sono vampiri.
Il leitmotiv è incredibilmente commerciale, queste creature sono spesso state utilizzate nel mondo artistico riscontrando un enorme successo, ma nel film di Jarmusch il tema rimane solo uno sfondo, sfruttato come pretesto per raccontare l’immortalità dell’essere, non in quanto materia ma bensì come spirito immortale.
Il vampiro del film utilizza il sangue più come una droga di cui è dipendente che come cibo, e il metodo di approvvigionamento è ciò che distingue i tempi moderni e la “civiltà” dal XV secolo.

Si nutrono di sangue, ma comprandolo negli ospedali da medici corruttibili, lontani dagli istinti che li porterebbero a tornare a mordere le loro vittime e criticando i loro simili che continuano a seguire una metodologia più istintiva e naturale.

Il vampiro civilizzato non si sporca le mani neppure per mangiare, specula sulla bellezza e sulla devastazione portata dall’essere umano, ma senza intervenire.
Nonostante i loro modi da snob intellettuali, rimangono unica memoria collettiva della storia ed è grazie a questa memoria che la loro vita immortale mantiene un valore. Adam ed Eve si astengono da giudizi rispetto ai vari periodi storici vissuti, ma provano tristezza per l’essere umano che, mortale, non può ricordare, o meglio non ha vissuto, e si allontana  sempre più dal mondo che lo ospita.

I due protagonisti sono complementari, lui oscuro, sensibile e chiuso nella sua arte, lei luminosa, curiosa e razionale, ma entrambi votati alla preservazione della bellezza. Vivono distanti l’uno dall’altro, lei a Tangeri, lui a Detroit ma sfruttano le tecnologie per poter comunicare attraverso lunghe videochiamate dai rispettivi luoghi.

Gli amanti di Jarmusch sono esseri immortali, artisti che si muovono in un mondo decadente, curiosi di ciò che li circonda, della cultura e dell’innovazione, esseri che riescono a valutare il presente ed il futuro attraverso gli occhi di chi ha vissuto da protagonista il passato.

La scelta delle città non è casuale. Detroit è l’esempio del declino della società industriale, del capitalismo Fordiano, la città che diede i natali alla catena di montaggio e che oggi è rimasta solo il ricordo di ciò che è stata.
Dopo la crisi petrolifera degli anni Settanta, la città cominciò una retrocessione, accompagnata da un’emigrazione di massa (la popolazione si è più che dimezzata dal 1950 al 2010 ), che si concluse nel 2013 in cui dichiarò bancarotta.
Tutto questo processo di cambiamento economico venne accompagnato da grandi lotte, che videro in Detroit uno scenario importante, come quella per l’eguaglianza razziale.

Ma oggi cosa rimane di una delle più grandi città degli Stati Uniti? Un fantasma.

L’emigrazione lascia dietro di sé l’abbandono di ciò che resta, case ed intere strade abbandonate, e quelli che rimangono, nella Detroit forzatamente deindustrializzata, non possono più permettersi i quartieri del centro, ormai gentrificati, e sovrapopolano le periferie.
Questo scenario spesso post apocalittico è stato lo sfondo di numerosi film, dal Corvo a Gran Torino, passando per RoboCop e 8 mile, film dal genere e contenuto estremamente diversificato, a dimostrazione di quanti aspetti diversi Detroit è in grado di comunicare.
Detroit non è solo industria, la città si è contraddistinta a livello artistico principalmente nell’ambito musicale espresso in due macrofiloni, quello rappresentato dall’etichetta Motown (parola che deriva dal nomignolo della città “motor-town”) che dagli anni Sessanta porterà alla ribalta la musica Afroamericana attraverso nomi come Steve Wonder, Diana Ross o i Jackson 5, e quello rock dei bianchi come gli MC5 (Motor City 5), gli Stooges o Alice Cooper, ma sarà attraverso la musica Techno che la città verrà principalmente rappresentata, negli anni Ottanta nomi come Derrick May, Juan Atkins e Kevin Saunderson diventeranno i pionieri di questo nuovo genere musicale.

Al contrario Tangeri, anche detta la “Città bianca” è la porta di uscita dall’occidente che ci conduce verso il Marocco e l’Africa. Come capitale geopolitica del mondo arabo, la città è stata luogo d’incontro di molte civiltà. Il suo essere affacciata sul mare e porto internazionale importante la rende una città poliedrica, multiculturale e moderna, ambigua e promiscua.
All’interno del film rappresenta qualcosa di ancora non definito e di conseguenza non plasmato sulle necessità del mondo industriale, una città in qualche modo rimasta integra.

Che differenza c’è tra un vampiro e uno zombie?

Adam ed Eve utilizzano la parola zombie per definire gli umani, che rispetto a loro risultano inconsapevoli (del passato e dell’esistenza dei vampiri, ma anche del mondo in cui vivono), ma definendoli zombie gli prospettano anche una possibile immortalità, della specie più che dell’individuo, che però sarà inutile se vissuta nella sussistenza.


ADAM:
Gli scienziati? Guarda cosa gli hanno fatto.
Pitagora, sgozzato. Galileo, imprigionato. Copernico, ridicolizzato. Il povero Newton, costretto al sotterfugio e all’alchimia. Tesla, annientato. Le sue meravigliose ipotesi completamente ignorate. E continuano a parlar male di Darwin, ancora.
Eccoli i miei scienziati.
E adesso sono riusciti a contaminare persino il loro stesso fottuto sangue, per non parlare dell’acqua

EVE:
Si, ma se cantassimo la litania di tutte le atrocità degli zombie nella storia staremmo qui fino all’alba.1

Per i due protagonisti il sapere e la bellezza rimasti nel mondo sono l’unica spinta a non rinunciare alla loro immortalità. La ribellione alla figura di uomo a una dimensione, nel film rappresentata dalla metafora dello zombie. è l’unica strada perseguibile.
Solo la passione e la memoria possono salvarci dalla deriva che la non comprensione porta con sé. La memoria a ricordarci cosa è già successo e con quali conseguenze e la passione per cambiare quello che deve essere modificato.
A differenza del passato i meccanismi della nostra vita sono spesso invisibili dietro alle quinte di un mondo virtuale che ci racchiude ma che spesso non risulta comprensibile.
Solo attraverso la ridefinizione dello spazio a cui apparteniamo possiamo comprendere il mondo ed esistono parole, alcune ormai entrate nel vocabolario comune (o meglio nelle tematiche da tastiera), che potrebbero, in modi diversi, definire il nostro futuro.

Con un approccio che cerca di essere oggettivo, ma con una sensibilità completamente individuale, ho tentato di individuare varie tematiche che vale la pena conoscere e analizzare per comprendere quale possano essere le conseguenze del nostro vivere, sperando che la curiosità possa salvarci.

1 Solo gli amanti sopravvivono (Only lovers left alive), J. Jarmusch, Sound Mirror, USA, 2013, dialogo fra i due protagonisti.

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