Questa ricerca nasce dalla voglia di dare un nome ed un contesto a ciò che ci circonda attraverso un inquadramento estetico composto da parole e suggestioni visive e musicali.

La mia visione delle cose è ovviamente legata al mio status di ibrido tecno analogico, cioé di essere umano che ha ricordo dell’epoca in cui non si faceva ancora riferimento al digitale ma all’analogico e che ha vissuto la rivoluzione in età cosciente, tanto da poter avere una visione abbastanza chiara del cambiamento ma anche la possibilità di interfacciarsi in modo completo e senza pregiudizi alle nuove tecnologie.

Ho diviso questa tesi in diverse tematiche che si interlacciano l’una all’altra. La scelta di rappresentare le diverse sezioni di questa tesi attraverso il simbolo # mira a decostruire, almeno in parte, la narrazione lineare, per lasciare al lettore la possibilità di saltare da un argomento all’altro in base al suo personale senso di necessità. Nel tentativo di analizzare in maniera più scientifica i vari argomenti ho deciso di sfruttare i valori numerici degli hashtag per poter rendere al lettore un’idea dell’impatto concreto di alcuni termini all’interno delle piazze virtuali.
La parola Hashtag deriva dall’unione tra le parole hash (cancelletto) e tag (etichetta).
Il termine è stato introdotto su Twitter nel 2009 come strumento per segnalare parole chiave sfruttabili nella ricerca di specifici temi. Dall’iniziale utilizzo mirato a indicizzare i contenuti, attraverso hyperlink, dal 2010 lo scopo è stato allargato alla misurazione degli argomenti più popolari attraverso i cosidetti “trending topics”.

Nella mia ricerca ho deciso di lavorare su due social che utilizzano gli hashtag, Twitter e Instagram, per avere riscontro su due target molto diversi tra loro.

Instagram è un social dedicato ad un ambiente “consumer” vasto, ed i suoi contenuti sono basati prevalentemente su immagini e video, Twitter invece rispecchia una società più settoriale “business” in cui i post (tweet, cioé cinguettio) sono scritti molto brevi (possono contenere al massimo 140 caratteri) dedicati alle novità della politica, o più in generale dell’informazione, e sono utilizzati principalmente da professionisti dei vari settori.

Considerando queste diverse impostazioni ho ritenuto interessante basare la mia ricerca sul mondo contemporaneo su dei numeri derivanti da target spesso in opposizione fra loro, segnalando per ogni sezione il numero di volte in cui il titolo scelto (hashtag) è stato citato all’interno dei due social. Se per Instagram viene mostrato l’utilizzo totale della singola tematica semplicemente inserendo l’hashtag nella casella di ricerca, per Twitter non è possibile avere una visione d’insieme così chiara. Per la raccolta dei dati relativi a Twitter mi sono affidata allo strumento di analisi messo a disposizione da Tweet Reach di cui, sulle copertine delle varie sezioni, ho segnalato la portata stimata (reach) ma all’interno dell’Appendice è possibile visionare tutti i resoconti relativi ai singoli termini ricercati.

Le parole chiave che titolano i vari “capitoli” di questo scritto sono tutte in inglese allo scopo di poter fare un raffronto concreto fra i numeri di diffusione, in quanto troppe parole non risultano traducibili e fare un raffronto fra parole in italiano e in inglese avrebbe creato un totale disequilibrio e di conseguenza la totale inutilità di tale ricerca.
Tutti i dati numerici rispetto ai vari hashtag sono stati raccolti in data 17 gennaio 2019.

Oltre a gli Hashtag e al loro valore numerico, ho inserito un’immagine ed un pezzo musicale per ogni argomento per suggerire al lettore uno stato d’animo particolare o, quantomeno per provare a creare un’esperienza maggiormente immersiva.
La scelta delle parole chiave rimane slegata da qualsivoglia forma di oggettività, essendo basata su una selezione personale dei concetti chiave che influenzano il nostro tempo. Attraverso questi hashtag ho provato a descrivere la nostra società contemporanea e a costruire un’analisi critica che, oltre a far conoscere alcuni aspetti spesso sottovalutati o ignorati, ci aiuti a superare l’empasse del “capitalismo realista” che ormai sembra durare da sempre.

#OnlyLoversLeftAlive