Cosa si intende per cambiamento climatico?

Il clima del pianeta è in costante cambiamento rispetto al tempo geologico. La temperatura media globale oggi è di circa 15° C, anche se le prove geologiche suggeriscono che nel passato è stato molto più alto e più basso. Tuttavia, l'attuale periodo di riscaldamento si sta verificando molto più rapidamente che nel passato. Gli scienziati sono preoccupati che la naturale fluttuazione, o variabilità, venga superata da un rapido riscaldamento indotto dall'uomo che causerebbe gravi implicazioni per la stabilità del clima del pianeta.1

Una delle implicazioni più immediate e visibili di questa condizione è il progressivo scioglimento delle calotte glaciali che provocherebbero l’innalzamento del livello del mare. Anche gli improvvisi eventi meteorologici estremi sono annoverati fra le possibili conseguenze, sebbene dal punto di vista scientifico risulti difficile un collegamento diretto.
Un articolo della BBC intitolato “A brief history of climate change” raccoglie una serie di date importanti nella storia che hanno dato una svolta nella questione ecologica.
La prima data riportata è il 1712, anno dell’invenzione del primo motore a vapore ad opera di Thomas Newcomen. Questa data segna anche l’inizio della Rivoluzione Industriale.
Nel 1824 Joseph Fourier scopre e descrive l’effetto serra (naturale), ma solo nel 1896, Svante Arrhenius, potrà dimostrare che viene aumentato dalla combustione del carbone e che il suo accrescimento potrebbe provocare un innalzamento della temperatura, calcolando un aumento di circa 3°C della temperatura terrestre, come conseguenza di un raddoppio della CO2 sulla Terra.
Un interesse serio sull’argomento sarà ottenuto solo cento anni dopo, nel 1990 l’IPCC produrrà il primo rapporto di valutazione concludendo che le temperature sono aumentate di 0,3-0,6° C nel corso dell'ultimo secolo e che le emissioni stanno aumentando il naturale complemento di gas serra dell'atmosfera comportando un riscaldamento globale.
Un altro dato importante che ci viene fornito dallo stesso articolo è quello sulla crescita della popolazione, se nel 1800 la popolazione mondiale era di un miliardo di persone, nel 2011 lo stesso dato raggiunge i 7 miliardi. Tutto merito della Rivoluzione Industriale? Si, ma forse in questo caso specifico è più adatto parlare di colpa.

Non si può vedere il riscaldamento globale. Per vederlo dispiegarsi con chiarezza, si dovrebbe occupare una porzione di spazio multidimensionale.2

Come Internet anche il riscaldamento globale è invisibile agli occhi dell’individuo, ma a differenza dello zombie lui è vivo ed in perfetta forma fisica.
Timothy Morton, nel suo libro “Iperoggetti”, mette l’accento sulla differenza terminologica nella descrizione del fenomeno: mentre alla fine degli anni 90 si parlava di “riscaldamento globale”, oggi questa nomenclatura è stata sostituita dal più rassicurante “cambiamento climatico”. Il nuovo leit motiv dell’ecologia si presenta più soft, ma anche maggiormente screditabile ricordando le varie fasi di cambiamenti climatici nella storia della Terra. Secondo Morton il mondo contemporaneo ha bisogno di parole shock come “riscaldamento globale” per cominciare a ragionare seriamente sui possibili cataclismi ecologici.
Probabilmente anche grazie a questo cambio di terminologie, l’attuale amministrazione Statunitense, attraverso il suo presidente, Donald J. Trump, ha pubblicamente screditato il problema del cambiamento climatico fino a definirlo,già nel 2014, una “bufala costosa” e annunciando, nel 2017, la decisione di ritirare l’adesione degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi (sottoscritto dal precedente Presidente Obama) che prevede l’abbassamento delle emissioni di gas ad effetto serra in una quota compresa tra il 26 e il 28 per cento, entro il 2025, rispetto ai dati risalenti al 2005. Nonostante la nuova amministrazione federale, alcuni stati, città, imprese e università americane si sono schierate in una sorta di resistenza ecologica, chiamata “We are still in”, allo scopo di portare avanti l’obiettivo di ridurre le emissioni.
Rimanendo sempre nel continente oltreOceano, già nel 1982, il documentario di Godfrey Reggio “Koyaanisqatsi” raccontava il passaggio fra due mondi, quello naturale e quello tecnologico, soffermandosi sul loro disequilibrio, lo stesso titolo infatti deriva dall’unione di due parole in lingua Hopi che unite significano “vita senza equilibrio”. Gli 87 minuti del documentario sono composti da un susseguirsi di immagini, in un progressivo passaggio dagli ambienti naturali, lenti e silenziosi, all’ambiente urbano che si velocizza in modo progressivo fino alla sfigurazione dell’essere umano. Attraverso la parte visuale, la fotografia e il montaggio sono ad opera di Ron Fricke, e la colonna sonora, di Philip Glass, il film si propone come un’esperienza piuttosto che un racconto.

Matrix, A. L. Wachowski, Warner Bros. Pictures, Village Roadshow Pictures, Groucho II Film Partnership, Silver Pictures, USA, 1999, fotogrammi.

La Natura è lo scarto amorfo che troviamo in ogni punto del processo di produzione. O è sfruttabile o ha acquisito valore: ma qualunque cosa sia, è innanzitutto materia amorfa, astratta, grigia.3

Il Capitale è visceralmente anti ecologico, in quanto si basa sulla trasformazione della materia prima attraverso processi industriali. Non ci può essere una reale presa di posizione attenta all’ambiente fino a che ci si muove all’interno della gabbia del realismo capitalista.
Tutto questo approccio non vuole discolpare l’individuo dal processo, il capitalismo non è un’identità astratta, bensì un’ecosistema che ci racchiude tutti e che tutti alimentiamo.

Koyaanisqatsi, Godfrey Reggio, IRE Production, USA, 1982, vv. fotogrammi.

Un esempio potrebbe essere riconducibile a Matrix, nel film l’ecosistema virtuale Matrix si alimenta dell’energia degli esseri umani, intrappolati nei bacelli presenti sulla vera terra ormai abitata quasi solo dalle macchine, e gli stessi esseri umani si alimentano di Matrix. Questo è il Capitalismo: un mondo virtuale che alimentiamo e che in cambio ci fornisce la sopravvivenza.

1 Cfr. BBC

2 Timothy Morton, Iperoggetti, Produzioni Nero, Collana NOT, 2018, pag.97.

3 Timothy Morton, Iperoggetti, Produzioni Nero, Collana NOT, 2018, pag.147.

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